“Le scuderie delle botticelle: uno scempio a Villa Borghese”. Devastati due ettari di parco protetto. Ed indaga anche la Procura

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Martedì 3 marzo 2015 su LA REPUBBLICA, CRONACA NAZIONALE, giornale cartaceo

“LE SCUDERIE DELLE BOTTICELLE UNO SCEMPIO A VILLA BORGHESE”
Roma, l’ira degli ambientalisti: “Devastati due ettari di parco protetto”. Ed ora indaga anche la Procura
di Margherita d’Amico

ROMA – Ben difficilmente principi e cardinali che diedero il nome a Villa Borghese, il famoso parco seicentesco romano, avrebbero immaginato che un’intera collina del Pincio finisse ricoperta da una mega scuderia in stile tirolese. C’è stupore anche fra i contemporanei: “Uno scempio” si ribellano le associazioni ambientaliste, e la Procura indaga. L’opera appena ultimata è stata finanziata dal Canpidoglio per l’uso esclusivo di 38 vetturini, titolari delle contestate carrozze a traino equestre meglio note come botticelle, e ha richiesto lo sbancamento e la cementificazione di due ettari soggetti a innumerevoli vincoli architettonico-paesaggistici.
Deliberata nel 2010 dalla giunta Alemanno e rifinanziata lo scorso anno da quella di Ignazio Marino per un totale di 1.350.000 euro, la struttura invade il cuore di uno dei più bei giardini antichi del nostro Paese. Un luogo protetto da una serie di leggi nazionali e internazionali, trattandosi di un Sic-Sito di interesse comunitario, ricadente sotto la tutela dell’Unesco e della Carta di Firenze, che equipara le ville storiche a monumenti e le rende inedificabili. Il placet rilasciato dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Ambientali di Roma confida nella “transitorietà” dell’edificazione. In un imprecisato futuro, allora, 121 box, fienili, allacci, letamaie, impiantati su piattaforme di cemento, traslocherebbero di pochi metri, nella vicina area dell’ex Galoppatoio. Per accedere alle nuove scuderie, intanto, alle botticelle non resta che l’andirivieni lungo il fragile viale delle Magnolie, e i camion per il ritiro del letame o i fornitori di foraggio si faranno strada fra Dante, Leopardi e gli altri busti marmorei, che ornano il Pincio.
Un fascicolo assegnato dalla procura romana al pm Alberto Galanti sembra voler approfondire la questione, e al deputata M5S Chiara Gagnarli ha rivolto un’interrogazione parlamentare, ancora senza risposta, ai ministri Franceschini e Galletti (Beni Culturali e Ambiente) e al presidente della Regione Lazio Zingaretti, per sapere con “quali motivazioni le sovrintendenze abbiano potuto accordare la possibilità di opere all’interno dell’area tutelata, con danno grave e permanente a una delle più preziose testimonianze del nostro patrimonio culturale”.
“Una scelta inopportuna nel merito e nel luogo, che incombe su un sito vincolatissimo: laddove le condizioni originarie non fossero ripristinate quanto prima, ci riserviamo di valutare azioni opportune” dice Marco Parini, presidente di Italia Nostra. E Andrea Carandini, presidente del Fai-Fondo ambiente italiano, commenta: “Ho voluto verificare con i miei occhi l’incongruità di una discesa ardua per i cavalli, di disordinate casupole di legno: uno spettacolo desolante della nostra epoca, incapace di aver cura dei luoghi e di occuparli in modo decente. Rispetto le istituzioni, ma sono costretto a dissentire da un ‘iniziativa che non sarà provvisoria e ha deturpato un luogo insigne”. Iniziativa nata dalla fretta di sgombrare l’ex Mattatoio di Testaccio, che da tempo i vetturini occupano abusivamente, reclamato dall’Accademia delle Belle Arti, e presto oggetto di interventi di recupero edilizio. Esprime sdegno anche il Coordinamento residenti Città Storica di Roma ma è impossibile, al momento, ricevere chiarimenti dai Beni Culturali. No comment anche dal Campidoglio che si nasconde dietro l’Assessorato ai Lavori Publici: “Siamo in regola, le scuderie verranno spostate”. Quando, con quali denari, ora che terreno e alberi sono distrutti?
Una cordata di associazioni animaliste (Animalisti Italiani onlus, Ava, Avcpp, Enpa, Lav, Oipa) ha consegnato in Campidoglio diecimila firme, il doppio di quelle necessarie a richiedere il voto dell’Assemblea Capitolina su una delibera di iniziativa popolare: “Chiediamo che il servizio delle botticelle, causa di sofferenza e morte dei cavalli nel traffico, sia abolito, prestando ascolto a chi reclama una Capitale più moderna e civile”.

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2015-03-03T19:28:23+00:00 3 marzo 2015|1 Comment

One Comment

  1. IoLibero 3 marzo 2015 at 7:29 pm - Reply

    PINCIO: là dove c’era l’erba ora c’è la baraccopoli delle botticelle.
    Da quanto tempo non vi fate una bella passeggiata al Pincio? Ecco, è meglio che non ve la fate più… lo spettacolo raccapricciante che si apre ai vostri occhi potrebbe farvi passare la voglia di essere un cittadino di Roma….

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