I cani da guardia dei senzatetto. Proposta AVCPP: per un lavoro serio sul territorio, network di competenze con base a Muratella

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Camminate con il vostro cane in una zona centrale e teoricamente molto ben vigilata. Ambasciate, banche, alberghi. D’improvviso sul vostro meticcio si avventa un branco di cani sciolti, sbucati dai portici di un grande palazzo abbandonato. Con l’aiuto di un amico e richiamando l’attenzione dei distratti padroni, alcuni senzatetto, scongiurate il peggio. Sotto quel palazzo pernotta l’umanità più varia, col maltempo anche una ventina di persone che talvolta si contendono lo spazio a suon di risse, senza tuttavia impensierire i titolari dello stabile né i tutori dell’ordine.

Di recente alla compagine si è unito un trio di viandanti con cinque o sei cani, alcuni di grossa taglia. Gli animali appaiono in buona salute. Aggressivi, però, verso i loro simili. E’ normale, hanno creato un branco: fanno la guardia ai senzatetto durante le lunghe ore in cui, ubriachi, dormono. Temete ora che la faccenda possa ripetersi, ai danni di un altro cagnolino, o forse di un umano. Allora, gli unici a risponderne saranno i cani. L’obiettivo non è sottrarli ai padroni, ma invitare questi ultimi alla responsabilità. Dividere il gruppo, sterilizzare gli animali. Chiamate informalmente il Nae Nucleo assistenza emarginati della polizia municipale, una funzionaria promette l’intervento ma non si ha notizia di alcun progresso.

“Per interventi coordinati in favore di animali e società già alla precedente amministrazione avevamo proposto di creare un network fra il Nae, le guardie zoofile più attive di Roma, vedi quelle dell’Enpa, e la nostra squadra monitoraggio del territorio, dedicando una postazione attrezzata nel canile comunale

Muratella  –  dice Simona Novi, presidente dell’Avcpp che gestisce i canili comunali capitolini. “Sarebbe bello che il sindaco Marino accogliesse la nostra proposta. A Milano intanto è stata appena varata una casa di accoglienza per i clochard assieme ai loro cani”.

Margherita D’Amico

La Repubblica, mercoledì 5 marzo 2014

 

2014-03-05T12:13:11+00:00 5 marzo 2014|2 Comments

2 Comments

  1. laura 5 marzo 2014 at 2:01 pm - Reply

    dimenticate i servizi veterinari delle ASL che sono sempre coinvolti negli interventi (anzi provate a chiedere al ns ufficio IUV li a Muratella – Dott.ssa Faini come funzionano i “network”! )

    • IoLibero 5 marzo 2014 at 6:53 pm - Reply

      Magari queste proposta di rete decollasse… avendo epicentro Muratella, mettere in rete ASL RMD e tutte le altre ASL sarebbe ancora più facile!

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