AVCPP occupa il parco canile Vitinia ex Poverello: NO alla deportazione di 139 cani. NO alla chiusura dell’unico parco canile di Roma

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Dopo lo sfratto dei gatti di Torre Argentina e la minacciata chiusura dell’oasi felina di Porta Portese, è il turno del parco canile Vitinia ex Poverello ad essere sotto attacco 

NON C’E’ DUE SENZA TRE

DA OGGI 139 CANI DAI RECINTI DEL PARCO CANILE VITINIA EX POVERELLO

A FREDDE GABBIE DI CEMENTO 

ROMA NON E’ PIU’ UNA CITTA’ PER GLI ANIMALI

 Simona Novi, Presidente AVCPP: “E’ l’unico parco canile comunale di Roma. I cani vivono in recinti di 30 metri quadrati nel verde, non nelle gabbie di cemento. L’associazione si è fatta carico dell’intera ristrutturazione del canile eppure Roma Capitale da lunedì 26 novembre deporta i cani in strutture private prive di adozioni e visibilità”

 ROMA, 26 novembre 2012  – Si chiama Parco Canile Vitinia ex Poverello. E’ l’unico parco canile comunale di Roma. Recinti di 30 metri quadrati nel verde, con comode case di legno, all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

Da 5 anni Roma Capitale non ha più garantito la sua manutenzione. La stessa associazione che lo gestisce – Associazione Volontari Canile di Porta Portese – una onlus che dal 1997 gestisce tutti i canili di Roma Capitale, dopo decine di lettere di sollecito al defunto Ufficio Diritti degli Animali, ha denunciato la mancanza di manutenzione nel marzo del 2010 al Prefetto di Roma. Con tanto di foto e filmati. Ed articoli sui giornali.

Poi, di fronte al silenzio delle istituzioni, ha iniziato – a sue spese e fuori convenzione – ad occuparsi della sua manutenzione, fino ad arrivare a renderlo oggi una struttura salubre con tutti i recinti rimessi a norma. Eppure proprio oggi, Roma Capitale ha deciso che tutti e 139 i cani ancora presenti all’interno devono essere caricati su furgoni e trasferiti in strutture private, decentrate, in gran parte prive di adozioni. In gabbie di cemento, umide e freddo. Lontani dai volontari e dagli operatori che li hanno accuditi fino ad ora. Senza neanche la sicurezza che nelle strutture indicate  sia garantita a tutti i cani la continuità nella assistenza sanitaria visto che molti sono cani anziani con patologie, da anni curati interamente a spese di AVCPP.

E il tutto senza aspettare il tanto atteso sopralluogo del Ministero della Salute, richiesto dalla stessa AVCPP fin dal mese di agosto. Il tutto senza la riunione della Commissione Ambiente, richiesta con urgenza da Monica Cirinnà, consigliera comunale PD, ex Delegata del Sindaco ai Diritti degli Animali nonché membro della Commissione Ambiente stessa.

I volontari non ci stanno. E da oggi hanno deciso di occupare la struttura. Minacciando di bloccare la via del Mare se qualcuno tentasse di mettere le mani sopra anche solo uno di questi cani.

“Il Comune di Roma ha ignorato la manutenzione della struttura per 5 lunghi anni. Tutti i lavori e addirittura la gestione della parte sanitaria sono ricaduti sulle spalle della nostra associazione – dichiara Simona Novi, Presidente AVCPP – In silenzio, ci siamo fatti carico di tutto. Perché per noi conta solo il benessere degli animali, non i comunicati stampa o la politica. Avremmo continuato nel silenzio ad occuparci di tutto ma davanti ad un sopruso immotivato non ci stiamo ed abbiamo occupato la struttura.”.

La ASL RMC – racconta Novi – davanti all’assoluta latitanza di Roma Capitale fin da gennaio 2012 ha iniziato ad indicare prescrizioni. E noi abbiamo sperato che il loro intervento smuovesse la situazione. Il risultato? Prima la chiusura agli ingressi di nuovi cani. Ora addirittura la chiusura definitiva della struttura ed il trasferimento – oggi – di tutti e 139 i cani che ancora ospitiamo all’interno. E pensare che sarebbe bastato indire una Conferenza dei Servizi per mettere intorno ad un tavolo tutti gli attori in gioco e trovare le soluzioni per adeguare la struttura ad eventuali nuove normative.

 

“La sordità di Roma Capitale è stata totale. Non una riunione, non un confronto. Solo diktat scritti. Eppure il parco canile Vitinia ex Poverello non è diverso da tanti altri parchi canile di tutta Italia. Anzi, da un punto di vista gestionale, AVCPP ha soddisfatto tutte le normative vigenti e molto di piu’”.

Da oggi il parco canile Vitinia ex Poverello, sulla via del Mare, al km 13.800, 500 metri dopo il Grande Raccordo Anulare andando verso Ostia, è occupato e continuerà ad esserlo fino alla convocazione della Commissione Ambiente e alla apertura della Conferenza dei Servizi.

 

“Lottiamo per i cani che abbiamo ospitato in passato, per quelli che ospitiamo oggi e per quelli che ospiteremo domani: a nessun cane deve essere sottratta la possibilità di vivere a contatto con la natura, in una dimensione compatibile con il suo essere animale. Attendendo una felice adozione in un contesto tranquillo, accudito da volontari ed operatori attenti e motivati. Noi da qui non ce ne andiamo – conclude Novi – La storia della nostra associazione parla per noi: noi siamo quelli del sequestro di 1.031 cani di un canile privato convenzionato romano con 34 comuni della provincia di Roma. Era il 19 gennaio del 2002. Noi siamo quelli che da 5 anni ricevono intimidazioni (anche personali), minacce e persecuzioni da una “centrale del fango” che dal 2008 ha deciso che la gestione dei canili comunali di Roma non deve più essere “animalista”. Non arretriamo davanti a nulla. Figuriamoci se permetteremo a qualcuno che si è sempre disinteressato degli animali della Capitale di sottrarre ai cani un posto dignitoso dove vivere una degna pensione, sempre nella speranza di una felice adozione”.

Per info, Ufficio Stampa AVCPP 331 6005643   

COMUNICATO STAMPA AVCPP DI LUNEDI’ 26 NOVEMBRE 2012

La precisazione dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese alla nota del Dipartimento Ambiente in merito alla chiusura del parco canile Vitinia ex Poverello di Roma

NESSUNA ESONDAZIONE DEL TEVERE E NESSUNA FRANA HANNO MAI MESSO A RISCHIO IL PARCO CANILE VITINIA EX POVERELLO

SE COSI’ FOSSE, LA STESSA VIA DEL MARE SAREBBE IN PERICOLO ED ANDREBBE CHIUSA AL TRAFFICO

I volontari AVCPP continuano la loro occupazione. No alla deportazione degli animali e alla chiusura dell’unico parco canile di Roma Capitale

ROMA, 26 novembre 2012 – In merito all’occupazione odierna del parco canile Vitinia ex Poverello di Roma contro la deportazione in strutture private dei 139 cani ivi residenti e la chiusura della struttura, l’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, leggendo la replica del Dipartimento Ambiente di Roma Capitale nella quale il Dipartimento parla di “necessario ed improrogabile trasferimento a seguito dell’ultima piena del Tevere che ha reso impraticabile una parte dei locali e compromesso gravemente l’argine del fiume che costeggia il canile” precisa che il Dipartimento è stato evidentemente male informato: mai nessuna piena del Tevere, tantomeno l’ultima, ha creato danni alla struttura che si trova a 30 metri sopra il livello del Tevere.

Se il parco canile avesse risentito della piena del Tevere, si sarebbe allagata allora anche la via del Mare che andrebbe chiusa al traffico. Inoltre nessuna frana dell’argine insiste nel canile, perché se così fosse sarebbe la stessa via del Mare ad essere a rischio.

Inoltre anche in merito a supposte “opere di manutenzione ordinaria del canile ex Poverello regolarmente eseguite”, AVCPP è spiacente di informare il Dipartimento che forse confonde con altre sue attività: ditte di Roma Capitale all’interno della struttura non si sono mai viste a partire dal 2009 tanto è vero che già nel marzo del 2010 AVCPP si è vista costretta a denunciare le condizioni della struttura al Sindaco di Roma ed al Prefetto con tanto di dossier fotografico ed articoli sui giornali. Per decidere, alla fine, di intervenire a sue spese per bonificare tutti i recinti degli animali che risultano oggi perfettamente drenanti.

La “storica assenza dei collegamenti al collettore fognante” non crea alcun disagio alla struttura dal momento che esiste una rete fognaria privata che confluisce in serbatoi specifici e che sono previste all’interno altre forme di raccolta delle deiezioni, metodologie perfettamente a norma e praticate in tutti i parchi canile d’Italia. Queste metodologie, peraltro, hanno permesso l’apertura della struttura il 1 giugno del 2007 acquisito il parere favorevole della ASL RMC che è stata presente all’interno della struttura fino ad aprile del 2011. Nessuno sversamento abusivo nel Tevere, quindi, o procedure non a norma. E nessun sospetto da parte del Ministero dell’Ambiente che non ha mai visitato il parco canile.

Spostare gli animali, al contrario, comporterebbe un aggravio dei costi per le casse pubbliche visto che le strutture private convenzionate vengono pagate un tot al giorno a cane per ogni animale mantenuto, senza alcuna garanzia per la gestione della parte sanitaria né visibilità per le adozioni.

Per info, Ufficio Stampa AVCPP 331 6005643

2012-12-02T23:39:01+00:00 2 dicembre 2012|0 Comments

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